Ken Follett: Mondo senza fine

📌 Lecce, 29 aprile 2018

Mondo senza fine. Serie di Kingsbridge, vol. 2

di: Ken Follett


Titolo originale: World Without End

Formato: copertina rigida

Pagine: 1367

Editore: Mondadori (18 settembre 2007)

ISBN-13: 9788804572497


Data di acquisto: -

Letto dal 18 al 29 aprile 2018


È il 1327. Il giorno dopo Halloween quattro bambini si allontanano da casa a Kingsbridge. Il gruppo, composto da un ladruncolo, un bulletto, un piccolo genio e una ragazzina dalle grandi ambizioni, assiste nella foresta all'omicidio di due uomini. Una volta adulti, le vite di questi ragazzi saranno legate tra loro da amore, avidità, ambizione e vendetta. Vivranno momenti di prosperità e carestia, malattia e guerra. Dovranno fronteggiare la più terribile epidemia di tutti i tempi: la peste. Ma su ciascuno di loro resterà l'ombra di quell'inspiegabile omicidio cui avevano assistito in quel fatidico giorno della loro infanzia.

Seguito ideale de I pilastri della terra, Follett ritorna al Medioevo ambientando Mondo senza fine due secoli dopo la costruzione della cattedrale gotica di Kingsbridge, sullo sfondo di un lento ma inesorabile mutamento, che rivoluzionerà le arti quanto le scienze in cui ci si lascia alle spalle il buio e si cominciano a intravedere i primi bagliori di una nuova epoca.


1° novembre 1327.

Gwenda aveva otto anni, ma il buio non le faceva paura. Quando aprì gli occhi non vide nulla, però non fu questo a spaventarla. Sapeva di trovarsi al priorato di Kingsbridge, nel lungo edificio di pietra chiamato ospitale, stesa a terra su un giaciglio di paglia. Accanto a lei era sdraiata la madre; dal tiepido profumo, Gwenda comprese che stava allattando il piccolo, ancora senza nome. Vicino alla mamma c'erano il papà e poi il fratello maggiore Philemon, di dodici anni.

L'ospitale era affollato, e benché la bambina non riuscisse a vedere le altre famiglie coricate sul pavimento, stipate come pecore in un recinto, percepiva l'odore acre dei loro corpi caldi. All'alba sarebbe stato Ognissanti, che quell'anno cadeva di domenica e quindi era un giorno particolarmente benedetto. La sera che lo precedeva, la vigilia, era un momento pericoloso in cui gli spiriti maligni circolavano liberamente. Al pari della famiglia di Gwenda, centinaia di persone erano accorse a Kingsbridge dai villaggi vicini per trascorrere la festa entro i confini consacrati del priorato e assistere all'alba al servizio religioso.

Come tutte le persone di buonsenso, Gwenda temeva gli spiriti maligni, ma ancor più la terrorizzava quel che avrebbe dovuto fare durante la funzione.


"L'essere umano è fallibile, quindi è meglio non basarsi sul ragionamento. Non si può sperare di comprendere il mondo: l'unica cosa da fare è contemplare ammirati la creazione di Dio. La vera conoscenza deriva solo dalla rivelazione. Non dovremmo mettere in discussione la saggezza ricevuta".

Nonostante sia un mattone di 1.400 pagine, il libro è scorrevolissimo e si legge tutto d'un fiato (o quasi). Da sempre sono un amante del periodo medievale, quindi (è facile intuirlo) ho trovato tutto ciò che volevo sia in I pilastri della Terra che in Mondo senza fine… due libri che sono uno il seguito dell'altro: Mondo senza fine, infatti, segue di due secoli le avventure e la storia degli abitanti di Kingsbridge già magistralmente raccontati in I pilastri della Terra.

Inutile fare una recensione vera e propria (tanto i libri di Ken Follett sono tutti dei successi), di seguito mi limito soltanto a descrivervi le mie impressioni.

Ho trovato bellissimo e spettacolare il modo in cui l'autore descrive il periodo storico di questo libro (l'Inghilterra tra il 1327 ed il 1361)… periodo impregnato di superstizione mascherata da religiosità estrema; ma anche periodo di complotti, intrighi (e in questo libro ne troverete uno quasi in ogni pagina) e tradimenti a non finire.

Fantastici tutti i personaggi: sia i principali (Gwenda, Caris, Ralph e Merthin il mio preferito) che i secondari, tutti splendidamente caratterizzati durante la loro crescita.

Unica nota dolente, se così si può definire, è il finale abbastanza veloce e prevedibile… visto che si tratta di un libro di 1.400 pagine, qualcuna in più ci poteva anche stare. Ma va bene comunque così, il voto pieno non si discute.