Wulf Dorn: Follia profonda

ūüďĆ Lecce, 28 giugno 2015

Follia profonda. Jan Forstner, vol. 2

di: Wulf Dorn


Titolo originale: Dunkler Wahn

Formato: Kindle (861 KB)

Pagine: 429

Editore: Corbaccio (30 agosto 2012)

ASIN: B008OJGD0A


Data di acquisto: 6 novembre 2014

Letto dal 25 al 28 giugno 2015


Un mazzo di bellissime rose rosse senza biglietto. Un inquietante disegno sotto il tergicristallo dell'auto? Lo psichiatra Jan Forstner è l'oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All'inizio pensa si tratti semplicemente dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconvolgenti che lo riguardavano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forstner comincia a temere di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole. E ciò che vuole è lui, Jan, per sempre…


"Non è facile dover ammettere di non farcela da soli".

Per essere il terzo thriller consecutivo a carattere psichiatrico/psicologico di Wulf Dorn devo dire che non mi ha minimamente stancato o annoiato. Questo lavoro, davvero coinvolgente e scattante, è quasi l'anello di congiunzione (anche se lo piazzo un gradino sotto) tra i due precedenti lavori: il protagonista è Jan Forstner, già incontrato in Il superstite, mentre il tema del racconto richiama moltissimo il bellissimo capolavoro La psichiatra.

Brevemente: abbiamo Jan, medico psichiatra, che viene molestato da una stalker che, via via che si procede con la lettura, alzer√† sempre pi√Ļ il tiro sino ad intaccare anche gli affetti del protagonista costringendolo quasi a dubitare delle sue pazienti (o ex pazienti) e colleghe di lavoro. Alla fine intuisce e scopre che chi lo perseguita fa s√¨ parte del suo mondo lavorativo ma‚Ķ vabb√®, non vi rovino il finale dicendo di chi si tratta; dico solo che ha spiazzato anche me!

Prima, però, parlavamo del tema del libro, e qual è questo tema? Come in ogni libro di Dorn, ci addentriamo nei meandri della mente umana (chiedendoci cosa succede se si spegne l'interruttore che la regola, portandoci a confondere realtà e immaginazione) e nelle nostre stesse paure e fobie.